venerdì 26 aprile 2013

tazza 12




Addormentato sul cavallo 
scorgo, tra sogno e alba, 
la luna lontana e il fumo del tè.
Mutsuo Basho 1644-1694

giovedì 25 aprile 2013

tazza 11


"L'uso del tè è sovranamente raccomandato ai Gentiluomini d'Ingegno Acuto; di costoro potrà così essere preservata la continuità delle Idee Distinte, e ciò grazie al di lui ineguagliato potere di eliminare oppure prevenire Sonnolenza e Ottusità, Offuscamenti e Nuvole del Cervello e delle Facoltà Intellettuali. Il tè genera un'ardente Prontezza, disperde l'Oppressione, mantiene vigile l'Occhio e lucida la Testa; anima il Pensiero, infonde rinnovato vigore all'Invenzione, sveglia i Sensi, purifica Cuore e Mente, mantiene e accresce Idee già per sé vivaci, eccita i poteri dell'Intelletto."
Thomas Short, Discourse on Tea, 1750 (si tratta del primo trattato medico inglese sul tè)

mercoledì 24 aprile 2013

tazza 10

L'arte di bere il tè è un poema ritmato da movimenti armoniosi. 
Nitobe Inazō

domenica 21 aprile 2013

tazza 9


Quante cure,quanto amore
le carezze sulle foglie
frasi dolci sussurrate
come aliti di vento

Quanta luce, quanta acqua
per raggiungere l'intento
far sbocciare i tuoi bei fiori
vivi, pieni di splendore

Immergendomi nel fiore

ne ammiro lo splendore
nella forma e nel colore
mentre sazio si alza il cuore

(poesia tratta dal web)

venerdì 19 aprile 2013

tazza 8


LADRO DI PAROLE
Ricordi.
Seduta in quella piccola sedia bianca di ferro
davanti a me un grazioso tavolino di vetro coperto di foglie cadute da quell'albero secolare che trovammo quando quel giardino diventò nostro.
Sorseggiavo con lentezza quel tè che profumava ancora d' inverno, arancia e cannella.
Assaporavo anche gli incantesimi della natura che cominciava a rendere nota la sua segretezza.
Tu, davanti a me non parlavi, guardavi solo il mio volto e le mie mosse riflesse, poche, che quel  tavolino polveroso poteva riflettere.
Lo so, sei sempre stato un ladro di parole, le mie parole.



mercoledì 17 aprile 2013

lunedì 15 aprile 2013

tazza 5


Un bel dì, vedremo 
levarsi un fil di fumo 
dall'estremo confin del mare. E poi la nave 
appare. Poi la nave bianca 
entra nel porto, romba il 
suo saluto. Vedi? È venuto! 
Io non gli scendo incontro. 
Io no. Mi metto là sul ciglio del 
colle e aspetto, e aspetto gran tempo 
e non mi pesa, la lunga attesa. 
E uscito dalla folla cittadina 
un uomo, un picciol punto 
s'avvia per la collina. 
Chi sarà? chi sarà? 
E come sarà giunto 
che dirà? che dirà? Chiamerà 
Butterfly dalla lontana. 
Io senza dar risposta 
me ne starò nascosta un po' per celia... 
e un po' per non morire 
al primo incontro, 
ed egli alquanto in pena chiamerà, chiamerà: 
piccina mogliettina olezzo di verbena, 
i nomi che mi dava 
al suo venire 
Tutto questo avverrà, te lo prometto. 
Tienti la tua paura, 
io con sicura fede l'aspetto.

domenica 14 aprile 2013

tazza 4



OLAV HAUGE

HO TRE POESIE

Ho tre poesie,
disse.
Pensa, contare le poesie.
Emily le gettava
in un baule, io
non credo proprio che le contasse,
apriva solo un pacchetto di tè
e ne scriveva una nuova.
Era giusto. Una buona poesia
deve odorare di tè.
O di terra umida e legna appena tagliata.




giovedì 11 aprile 2013

tazza 1



Ogni tazza di tè rappresenta un viaggio immaginario.
Catherine Douzel